Idoneità difficili: esperienza sul campo, discussione di alcuni casi clinici


Idoneità difficili: esperienza sul campo, discussione di alcuni casi clinici
lunedì 14 novembre 2011
M. Tarquini 2, R.Martinelli 1, D. Grossi 3, A. Inzero 3
1 - ASL 01 – Avezzano Sulmona L’Aquila – Servizio del Medico Competente
2 - Cattedra e Scuola di Medicina del Lavoro – UNIVAQ
3 - GRIN Ar&T– Chieti
INTRODUZIONE
Le condizioni di psicopatologia solitamente investono in modo graduale e disfunzionale non solo la parte soggettiva, ma anche le altre fondamentali aree vitali dell'individuo, come ad esempio quella sociale, scolastica, interpersonale, familiare e lavorativa, con conseguente disturbo psicologico, definito e caratterizzato da specifici sintomi psico-fisici responsabili di disagio e menomazione nelle molteplici sfere cruciali per il mantenimento del benessere e della salute, sia psichica, che fisica.
Tali problematiche stanno ottenendo sempre più attenzione e rilievo, soprattutto perché il malato mentale non viene più etichettato come emotivamente debole, incurabile, pericoloso o anormale; viene invece sempre più accettato il concetto che si tratta di individui che convivono e lavorano nel nostro stesso ambiente, considerandolo in un modo che può essere più o meno diverso dalla norma.
I casi in esame sono tre:
1. Lavoratore di sesso femminile con sindrome di Turner e invalidità civile pari al 55%, con mansione di operatore addetto all’assistenza e vigilanza di assistiti presso una casa famiglia, con turni di 8 ore/die. I rischi lavorativi individuati dal DVR sono stati: rischio biologico potenziale (per l’accudienza ai neonati), la MMC, i turni notturni; inoltre si tratta di lavoratrice soggetta alla applicazione della legge 125/01 per la responsabilità verso terzi.
2. Lavoratore di sesso femminile con ritardo mentale ed invalidità civile al 50%, con mansione di operatore addetto all’assistenza e vigilanza di assistiti presso una casa famiglia, assunta part-time (orario 8.00-12.00). I rischi lavorativi individuati dal DVR sono stati: rischio biologico potenziale (per l’accudienza ai neonati), la MMC; inoltre si tratta di lavoratrice soggetta alla applicazione della legge 125/01 per la responsabilità verso terzi
3. Lavoratore di sesso femminile con mansione di operatore scolastico presso un asilo infantile con sospetta sindrome paranoide. I rischi lavorativi individuati nel DVR sono stati: rischio biologico potenziale, stress lavoro-correlato, inoltre si tratta di lavoratrice soggetta alla applicazione della legge 125/01 per la responsabilità verso terzi.
Tutti i casi sono stati analizzati congiuntamente con il Datore di Lavoro e l’RSPP. ... continua ...
Il risultato verrà presentato al 74° Congresso Nazionale SIMLII Torino, 16 -19 Novembre 2011 presso il Centro Congressi Lingotto con il Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Regione Piemonte, Provincia di Torino, Città di Torino e Politecnico di Torino.
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Fonte: GRIN Ar&T
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